Leggo che Erdogan accusa la Francia di aver praticato un genocidio in Algeria, a partire dal 1945.
Erdogan è troppo buono e sbaglia di un secolo.
E' dai primi decenni del XIX secolo che la Francia ha iniziato a massacrare centinaia di migliaia di Algerini.
E il grande nobile generoso esaltatore della democrazia, Alexis de Tocqueville, scriveva intorno alla metà del 1800:
" L’abbandono dell’Algeria per la Francia significherebbe decadenza. «Qualunque popolo – scrive Tocqueville – che si ritiri spontaneamente all’interno dei suoi antichi confini proclama che i bei tempi della sua storia sono passati. Esso entra con ogni evidenza nella fase del suo declino».
L’impresa coloniale della patria dei Lumi non procede con belletti e dichiarazioni di diritti ma cammina sulla punta delle baionette. «Ho spesso sentito in Francia ritenere criminale che si brucino i raccolti, che si vuotino i silos, che ci si impadronisca degli uomini disarmati, delle donne e dei bambini. Queste a mio parere sono delle necessità spiacevoli, ma alle quali ogni popolo che voglia fare la guerra agli arabi è obbligato a sottomettersi». E ancora: «Credo che il diritto di guerra ci autorizzi a devastare il paese, e che lo dobbiamo fare sia distruggendo le messi al momento del raccolto, sia facendo quelle rapide incursioni cui viene dato il nome di razzie, il cui obiettivo è quello è di impadronirsi degli uomini o del bestiame».