L'assalto finanziario all'Italia, durato neppure 3 giorni, è stato chiaramente voluto.
Molti gli elementi che lo evidenziano.
Berlusconi, in una manciata di ore, si converte, paga 560 milioni a De Benedetti e rinuncia alle sue "leggine".
L'opposizione non si oppone più e una complicatissima e contestatissima legge passerà in 2 giorni.
L'opinione pubblica ba-ba-balbetta e poi tace.
Soltanto un elettroshock di quel genere poteva produrre risultati così miracolosi.
E adesso ?
Le mie meditazioni peripatetiche (mattutine) lungo il Tiepido mi hanno portato a questo convincimento.
La situazione politico-finanziaria dell'Italia non può permettere che Berlusconi e il suo governo restino al loro posto.
Oltretutto abbiamo davanti 2 mesi di estate, nei quali l'attività politica va in letargo, ma non va in letargo la finanza.
Una crisi finanziaria in questo periodo sarebbe come avere un infarto a Ferragosto all'ospedale di Canicattì.
Quindi Berlusconi deve andarsene subito, entro una settimana, e lasciare il posto a Mario Monti.
Come si fa a costringere Berlusconi ad andarsene ?
Semplice, ci penseranno le Banche.
Le Banche italiane, che sotto alcuni aspetti stanno meglio delle altre, hanno però l'handicap di essere italiane.
Ovverosia stanno in bilico su un crinale, dal quale potrebbero precipitare sotto una spintarella neppure troppo violenta.
E allora le Banche, in primis Unicredito Intesa e BNL, prenderanno sottobraccio Berlusconi e gli spiegheranno che se ne deve andare.
E Berlusconi se ne andrà, perchè tiene famiglia, perchè non vuole che Marina sia costretta a fare le sue meditazioni peripatetiche lungo il Tevere o lungo il Lambro, ma notturne; quanto al vestito, può benissimo continuare a indossare quello che aveva l'altro giorno, le si adatta che meglio non potrebbe.