In genere è di cattivo gusto ridere per la morte di qualcuno; lo sarebbe stato perfino di fronte a Berlusconi.
Ma per Kim Jong-il è diverso.
Vedere piangere tutte quelle migliaia di persone insieme, in tanti modi, qualcuna saltellando, altre rotolandosi a terra, qualcun'altra da solista di fronte alla telecamera... è davvero uno spasso.
Secondo me, c'è anche chi ride a crepapelle, facendo finta di piangere.
Un buon regista potrebbe farne un breve documentario da far entrare nella storia del cinema comico, assieme a Charlot.
Sono davvero grato ai bravi coreani, in questi brutti momenti, di questo squarcio poetico di gioia.
Purchè non decidano di far piangere anche noi.