Siamo a sabato.
Non escludo che, per far sopravvivere l'Italia, domani Napolitano dia l'incarico di formare un governo a, per esempio, Mario Monti.
Mala tempora currunt.
Per quanto scassata, parrebbe oggettivamente assurdo che l'Italia, in un pomeriggio di venerdì, sia trattata dai mercati alla pari, o peggio, di Irlanda Grecia e Portogallo.
Le nostre banche, lo dicono persone serie e credibili, non sono così tanto malate, eppure Unicredit ha perso il 20% in una settimana.
Scrive sul Sole24ore uno dei suoi migliori giornalisti, con lo strano nome di Morya Longo:" Il vero problema delle banche italiane è un altro: sono italiane. Il vero problema è il rischio-Stato. L'italianità è diventata un peso."
Questa è l'Italia di Berlusconi, dopo quasi 20 anni di berlusconite non curata.
E altri 2 giornalisti-economisti di peso, Zingales e Perotti, si sono messi insieme, in un articolo a 4 mani, per scrivere, nell'articolo di fondo, che " il momento temuto è arrivato... l'Italia è vicina all'occhio del ciclone...bisogna correre... il tempo è la risorsa più scarsa... quando crolla la fiducia la situazione precipita velocemente...esiste una sola via d'uscita ossia arrivare al pareggio di bilancio nel giro di 1 anno...lacrime e sangue saranno ancora peggiori se non si agisce subito... e si deve tagliare subito i costi della politica per lanciare un segnale importante ai cittadini, chiamando tutti a condividere i sacrifici..."
Ma Giorgio, con Omero, dormicchia.