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Le telefonate tra Napolitano e Mancino

Trovo su internet l'intervista di Travaglio a Sartori:


Franco Cordero ha ricordato che in base all’articolo 104 della Costituzione la magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere e la sua autonomia è garantita proprio dal Csm, presieduto da Napolitano. Dunque non rientra fra i suoi poteri sollecitare “coordinamenti ” fra procure su un’indagine in corso, solo perché glielo chiede un soggetto che è parte in quell’indagine. Lei condivide?
Perfetto, non fa una grinza: in nome della vecchia colleganza, il Quirinale s’è spinto oltre i suoi poteri.

Ora, nell’opinione pubblica, si rafforza la sensazione che la legge non sia uguale per tutti. E soprattutto che, in barba all’articolo 3, non tutti i cittadini siano eguali davanti alla legge.
È quel che pensano molti dei nostri politici. Mancino, in quelle telefonate, dimostra chiaramente di considerarsi niente affatto uguale agli altri: semmai un “eguale fra i diseguali”...

Sì, ma anche il Quirinale, intervenendo in suo favore, ha dimostrato di considerarlo più uguale degli altri.
E certo, quello del Quirinale è stato un errore quantomeno di stile. Non so quanto ha sbagliato il capo dello Stato e quanto il suo consigliere, né fino a che punto sono arrivati a interferire o a intervenire nelle indagini. Ma è chiaro che Napolitano è incorso perlomeno in un “eccesso di amicizia”. Conosce Mancino da una vita e s’è spinto troppo in là. Lui o il suo consigliere o tutti e due, si vedrà. A leggere quelle telefonate, i due sono proprio “charms”, come dicono gli inglesi: traducendo liberamente, “lingua in bocca”...

 

Grande, Sartori:  Napolitano e Mancino "lingua in bocca".

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