E allora hanno arrestato il direttore dell'Ufficio Postale del Senato, del Senato della Repubblica Italiana, con il complice albanese col quale acquistava vendeva smerciava droga.
E la droga se la portava da Roma al suo paesello dell'agro romano.
Certo, non era un Senatore.
Ma accà nisciuno è fesso.
E certo non è tranquillizzante sentire che gli inquirenti hanno ritenuto "superfluo" perquisire il suo Ufficio in Senato, in quanto "non risulta" che abbia utilizzato la sua posizione e la sua qualifica per compiere i reati.
Certamente, è già grasso che cola il fatto che l'abbiano incriminato.
Ma che non vengano a prenderci per fessi.
Quà sono da incriminare gli inquirenti .
La corrente d'aria che passava ieri su Roma non era lo scirocco dall'Africa ma era generata dai sospiri di sollievo di tanti senatori e deputati.