E' molto semplice.
Mario Monti non deve mettersi a capo di nessun movimento, deve starsene da parte, dicendo chiaramente che nel suo Dna manca ogni predispozione alla vita politica.
Egli ha una certa età, e un lavoro che lo appassiona alla Bocconi.
Come per il passato, e anzi adesso ancor di più a seguito degli incoraggiamenti ricevuti in sede europea, Egli dichiara di restare a disposizione dell'Italia e dell'Europa per qualunque incarico gli venga proposto a larga maggioranza, dopo le elezioni.
Questa dichiarazione dovrà farla fin dal primo giorno utile, non appena approvate le leggi in discussione.
Non dovrà dare alcuna altra spiegazione e tanto meno entrare nel merito delle varie questioni.
Ogni altra strada sarebbe deleteria per lui e per l'Italia.
Le dichiarazioni di Bersani e del mefitico D'Alema, unite a quelle di Berlusconi e di tutti gli altri quacquaracquà che si susseguiranno a decine e decine, riuscirebbero a sputtanare completamente la sua figura e il suo ruolo, dal punto di vista politico e anche umano.
Sopratutto dopo le dichiarazioni di tutta Europa, da destra a sinistra, è probabile che anche dopo una vittoria del centrosinistra, a Monti verrebbe proposto un ruolo centrale nel nuovo governo.
Un ingresso di Monti in politica nelle prossime settimane sarebbe il suicidio suo e dell'Italia.