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Due anomalie sportive.

In questi giorni si è parlato molto dell'anniversario per la morte di Senna e a me è tornato in mente un episodio che riguarda Schumaker; e per analogia allora anche Mourinho.

Nell'infinito oceano di momenti vissuti, galleggiano tra gli altri questi 2.

Il primo riguarda appunto Schumaker, i cui primi anni alla Ferrari furono difficili e controversi, prima che cominciassero ad arrivare quelle vittorie che poi divennero normalità.

In quell'anno correvano entrambi i fratelli e ricordo che, in occasione della prima vittoria del nostro Michael, salì sul podio, come secondo o terzo, anche il fratello minore.

Al momento della consegna del trofeo, il nostro Michael, dall'alto del suo podio, cominciò a piangere come un vitello.

Non gli occhi umidi, ma un pianto vero, con singhiozzi, e lacrime che scendevano copiose sulle guance.

Ancora più strano, perchè comunque Schumaker era già titolare di un campionato del mondo.

Ricordolo lo sbalordimento generale, mio davanti alla TV e di quelli intorno a lui; ma sopratutto fu straordinaria l'espressione incredula e preoccupata del fratello minore, che guardava in sù verso il suo fratellone maggiore e non capiva se doveva preoccuparsi, commuoversi o semplicemente meravigliarsi.

Non avevo avuto fino ad allora una particolare simpatia per Schumaker e la cosa mi piacque molto.

E per analogia, restando nel campo dei sentimenti, che a volte si scoprono dove meno si pensa, ricordo Mourinho.

L'Inter aveva già vinto i suoi tre, dico 3, trofei e Mourinho aveva dato le dimissioni e se ne stava andando.

Mourinho se ne stava andando via a bordo di un macchinone con autista e percorreva la rampa di uscita dal garage, quando  si vide la figura di un uomo appoggiato al muro.

Questo tizio era quella specie di delinquente di Materazzi, ottimo giocatore ma autore di incalcolabii risse e fallacci.

Morinho fece fermare il macchinone dopo una decina di metri, ne scese, tornò indierto verso Materazzi e i 2 uomini si avvilupparono in un abbraccio silenzioso durato 10 secondi eterni.

E senza una parola Mourinho se ne tornò alla macchina, che partì.

Son cose che arricchscono anche chi ne sta fuori.

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