"Balotelli negraccio" "Un negro non può essere italiano"
Queste sono le frasi ricorrenti di molti subumani tifosi ultras che infestano le gradinate dei nostri stadi.
Ma bisogna distinguere.
Nei passati decenni abbiamo visto decine di grandi campioni colorati che hanno onorato il calcio italiano e noi tifosi.
Ricordo l'indimenticabile Montuori, purissimo indigeno delle Ande, magnifico esempio di policromia con la sua pelle marrone e la sua maglia viola, sul verde dell'Olimpico, in una partita Roma Fiorentina che finì 3-2 o 2-3.
E ai nostri tempi il "conte" Seedorf, che si fa giornalmente trasportare da Pavia a Milano dal suo autista personale.
E che dire dello straordinario Eto'o, tra i migliori al mondo, sempre gentile, sorridente, disponibile verso l'allenatore, i compagni, i giornalisti.
E poi c'è Balotelli.
Balotelli, il mio idolo, per il quale riporto quello che scrissi su questo blog in data 9 agosto 2010: "Lo ammetto.
Prima e più delle future vittorie della Nazionale Italiana, io mi auguro di assistere al fallimento totale di Balotelli, calciatore e uomo. "
E devo dire che l'anno 2010 e 2011 mi stanno dando grandi soddisfazioni in questo senso.
Leggo oggi su Repubblica a pag. 46 quello che si dice e si scrive in Inghilterra su questo personaggio, che in questi giorni ha superato se stesso, tirando freccette ai ragazzini del Nanchester City col rischio di accecarli: " la star dei 24 milioni di sterline più insensati del nostro tempo; spaventoso e arrogante; sembra odiare ogni minuto di ciò che fa; mai visto un calciatorre con questo comportamento; non permetto a nessuno per nessun motivo di accostare il mio nome a quello di Balotelli".
Ma ecco il segreto di Balotelli: è italiano, è un negraccio italiano.
Me ne sono reso conto ierisera, mentre in TV guardavo l'amichevole Brasile-Scozia, con il Brasile pieno di ragazzi giovani e bravissimi, con un diciannovenne straordinario che ha segnato 2 gol.
Guardavo questo ragazzo, bello, mulatto, con una pettinatura alla mohicano, che correva e si divertiva, e che se veniva buttato giù si rialzava senza far finta di aver subito un attentato, e che dopo i gol faceva salti di gioia, e che si scusava con gli avversari per uno scontro fortuito.
E allora ho scoperto il segreto di Balotelli: è un negraccio italiano.
Come forse lo sarebbero anche Seedorf e Eto'o, se invece di crescere nella civile Africa fossero cresciuti in questo miserabile paese, che da 50 anni attendeva un Berlusconi per realizzarsi in pieno, dove su tutti i campetti di calcio troviamo genitori che istigano i figli a rompere le gambe agli avversari, dove grandi campioni com Totti arrivano alla fine della carriera e ancora sputano in faccia agli avversari, dove i nuovi campioni come De Rossi non possono giocare in Nazionale perchè spaccano gli zigomi degli avversari a gomitate e sposano le figlie di mafiosi, dove la genialità di un Cassano si è già spenta in pochi anni di guerra con tutto il mondo circostante.
Quindi diamo pure del negraccio a Balotelli, ma precisiamo anche che lo è in quanto italiano.