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Opinioni su Berlusconi

 

 

ARCHIVIO LA REPUBBLICA DAL 1984
La sottocultura del Cavaliere omofobo

ORMAI ci imbratta tutti questo vecchio con la lingua di fuori. Ha usato il suo potere per commettere reati comuni, per delegittimaree raggirare la polizia, comprae ricatta minorenni, abusa dello Stato... ma purtroppo ci spinge a parlare di sesso e ci costringe a difendere i gay. Gay che, grazie ai tempie alla civiltà, non hanno bisogno di noi. Insomma, Berlusconi tenta di banalizzare tutti, anche me, anche voi, anche noi. La butta sul ridicolo e si fa zimbello di tutto il mondo per evitare di pagare il conto. Coinvolti nella critica, nell' esame, nella valutazione non dei suoi comportamenti ma dei suoi gusti sessuali, anche noi ci sentiamo infatti degli orsi addomesticati, e sempre ci rimane un retro sapore amaro di automortificazione. Berlusconi è dentro ogni genere di scandalo economico, giudiziario, politico, morale e ideale, dal conflitto di interessi alla corruzione dei giudici, dal malgoverno ai sospetti di collusione con la mafia, dall' abuso sulle minorenni alla cessione di pezzi di Stato come compensi sessuali. Eppure di nuovo ci obbliga a trattarlo come uno di quei ricchi sdentati, tutti pance e calvizie, circondati da gorilla e avvolti nei loro doppiopetti, che frequentano i club privé. Cos' altro sono i luoghi isituzionali delle sue feste e delle sue orge se non club privé? Quello è il suo parlamento. Berlusconi incarna e riassume l' umanità sessualmente sfinita e deietta che compra e raccatta ossessioni e al minimo rilievo reagisce sempre alla stessa maniera, come il peggiore dei cani di Pavlov: « Sempre meglio di voi che siete froci!». Crede in questo modo di mettersi in sintonia con i cascami d' Italia, un' Italia sempre più minoritaria, l' Italia nostalgica delle case d' appuntamento, che pensa di valere esibendo scalpi femminili, quella che già Fellini prendeva dolentemente e garbatamente in giro: l' Italia di cui l' Italia si vergogna. Ebbene, anche rispetto a quell' Italia, Berlusconi è molto malridotto. Quel vecchio sfiancato diavolo del sesso italiano infatti non era mai così sordido. Nessun antico maschio da bordello aveva bisogno di ripetere, sino allo sfinimento, che gli piacciono le donne e non i gay. Quella sottocultura, che era fatta di arguzie, proverbie motti di spirito sempre volgari, sempre legati al sesso sventolato e glorificato come una bandiera, era però sicura di se, spaccona, arcaica, primordiale, aggressiva e grottesca ma raramente malata. Erano cisposi e ruvidi ma non disperati i nostri maschi da casino. Spiace dirlo, ma Silvio Berlusconiè ormai molto peggio dell' Italia che vorrebbe ancora rappresentare e che chiama a solidarietà, a complicità. Battute come quella sui gay infatti non si sentono più neppure nelle più sordide barberie di Canicattì, nei luoghi di ritrovo animalescamente maschili e forse neppure nelle galere, nelle navi e nelle caserme, dove la sessualità è concentrazionaria. Né basta più dire che il presidente del Consiglio perde il controllo, straparla e dice stupidaggini perché sempre più bisognoso di medici e di infermieri come per prima raccontò, ancora sottovalutandolo, la moglie Veronica. Berlusconi, da un po' di tempo, è sempre fuori controllo, sempre senza compostezza e senza serietà, irresponsabile quando, come un furbo malvivente, scardina il potere della poliziae irresponsabile quando si concede i bagni di folla, nelle conferenze stampa, nei viaggi internazionali, nelle esternazioni contro i giudici, contro i giornalisti, contro le Istituzioni... Al punto che noi ci meravigliamo solo dei suoi momenti di sobrietà e mai delle "espettorazioni" come quella di ieri, quando - ormai l' abbiamo capito- Berlusconiè vero, senza più lifting, non è più l' attore consumato che ha ingannato il Paese. In quella battuta sui gay c' è infatti la sua tragedia, c' è il desiderio sessuale ridotto a barlume, c' è il Viagra come pullulare di immagini e di suoni che non vede e non sente ma crede di vedere e di sentire, c' è quella piccola cosa malata che sta dietro i travestimenti, le tinture e i trucchi chirurgici. Come le barzellette sugli ebrei, gli insulti a Rosi Bindi e le sempre più sconnesse intemperanze contro giudici e giornalisti, anche le sconcezze virili e le sciocchezze contro i gay non sono rigurgiti che gli tornano in gola, ma è la bava che gli ha lasciato l' antico vizio del caprone e del toro da monta la cui identità, un giorno fondata sul priapismo, è oggi solo un patetico surrogato. Berlusconi insomma fa il verso a se stesso, si getta nelle sue battute come ci si tuffa in una sbronza. E ci trascina nella sua menzogna, nel falso, nella contraffazione. E tutto diventa becero e ridanciano. È il terreno dei glutei tondi, delle labbra turgide, dei seni esplosivi, di un presunto, ridicolo confronto tra l' amore per le donnee l' amore per i gay. Ma quale amore? Berlusconi nulla sa ormai dell' amore che ha ben altri codici e un' altra luminosità. Berlusconi ci obbliga a misurarci sul terreno dei lazzi imbarazzanti che in questi giorni gli dedicano le radio e le tv di tutto il mondo, è la caricatura dell' Italia eccitata, è il carburante dell' universo che intasa Internet scrivendo: «Meglio gay che Berlusconi». A tutti noi rimane la nostalgia della politica, di un terreno di confronto e di conflitto sul quale si paga il dazio. C' è chi va in Afghanistan a sparare per difendere le foie di Berlusconi. E c' è chi deve accettare la perdita del posto di lavoro per consentirgli di violare le minorenni. E come si può obbedire alla polizia sapendo che il presidente del Consiglio la raggira, la umilia, la scardina...? Non se la prendano a male le comunità gay che, comprensibilmente, pretendono ora le scuse di Berlusconi. Non è su di loro che si concentra la nostra indignazione dopo l' ultima battuta del cane di Pavlov. È un altro il nostro assillo: come può governare il Paese chi non governa se stesso? - FRANCESCO MERLO

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