Più che strana, direi "speculare".
Nonostante la faccia poco rassicurante, ero ben disposto verso Renzi.
Ma c'è un limite al rinnovamento, in confronto a Renzi il "facite ammuìna" era un ordinato riposizionamento.
Senza voler fare paragoni, ricordiamoci che anche nel fascismo e nel nazismo rientrava il termine "sociale".
La posizione assunta da Renzi in politica estera è tale da non poter essere considerata " a parte ", come uno dei tanti aspetti del programma di Matteo Renzi.
Anzi, l'importanza e la gravità delle sue affermazioni è resa ancpra più evidente dal silenzio "assordante" che stampa e TV hanno intenzionalmente dedicato all'argomento.
La settimana scorsa, nel pieno dei bombardamenti israeliani sul campo di concentramento di Gaza, Renzi sosteneva, accoratamente, la necessità di sostenere Israele.
Ma con la vicenda del riconoscimento, parziale, della Palestina da parte dell'Onu, la posizione di Renzi sull'argomento è diventata di una gigantesca evidenza e importanza.
Mentre Matteo Renzi, in TV davanti a milioni di spettatori, sosteneva che l'Italia non doveva appoggiare la richiesta palestinese, in quelle stesse ore il premier Mario Monti decideva il contrario, insieme a Francia e Spagna.
Il rappresentante della Sinistra dalla parte di Israele, mentre l'Uomo degli Stati Uniti e della Goldman Sachs e di Bilderberg vota a favore della Palestina.
La cosa puzza, dal punto di vista etico, estetico, politico, intellettuale.
Improvvisamente mi si apre il sipario e mi accorgo che i tentativi di boicottaggio verso Renzi, che tanto mi apparivano odiosi fino a pochi giorni orsono, indicavano invece che Bersani e i suoi avevano avuto buon naso e fiuto fino.
La larga fetta di italiani che sceglie Renzi, se può farsi così accecare da quest'uomo, anche antropologicamente poco rassicurante, mi ricorda troppo la larga fetta di italiani che per 20 anni è andata dietro a Berlusconi.