Credo che non ci sia altra città al mondo che chieda agli altri di provvedere allo smaltimento dei suoi propri rifiuti.
E questo scandalo si prolunga da decenni.
Come un bambino adulto che si rifiuta di crescere e chiama la mamma o la nonna a pulirgli il sederino dopo aver fatto la cacca.
Non ci sono parole o esempi adeguati per un fenomeno di malcostume talmente grave e di enormi dimensioni.
Leggi italiane ed europee dovrebbero vietare in modo tassativo che i rifiuti di Napoli possano essere trasportati oltre il confine della provincia.
Ciò premesso, l'unica soluzione alternativa al meritato seppellimento di Napoli sotto la monnezza, che comunque potrebbe proteggerla da una futura eruzione del Vesuvio, dovrebbe essere questa.
Si stabilisce un piano di risanamento, in base ad accordi tra comune, regione, stato e una commissione europea.
Questo piano prevede tappe e obbiettivi mensili, che dovranno essere constatati mensilmente da tutti gli enti che hanno partecipato al piano, più stampa e TV.
In questo periodo, che dovrà durare almeno 1 anno, la spazzatura di Napoli potrà essere trasportata altrove, a spese della collettività e con un contributo europeo.
Al primo mancato raggiungimento di un obbiettivo mensile, il piano dovrà essere bloccato e le spese addebitate effettivamente e concretamente al comune e alla cittadinanza.