Può accadere talvolta che i punti di forza e i punti di debolezza coincidano.
Accade anche per Grillo.
Solitudine ed emarginazione costituiscono l'arma di Grillo e il suo punto debole.
E del resto Grillo per l'Italia può costituire motivo di disfacimento finale o unica speranza di salvezza.
La forza di Grillo sta nella estraneità, nella alterità rispetto a tutti gli altri.
Ma a ciò segue un'altra contraddizione : il silenzio.
Deridiamo Grillo quando lamenta di essere ghettizzato, in quanto apparentemente stampa e TV non fanno altro che parlare di lui.
Eppure ha perfettamente ragione, da un punto di vista sostanziale.
Stampa e TV parlano di lui, ma non delle sue battaglie.
Un giorno abbiamo visto i "grillini" salire sui tetti di Montecitorio e si è scatenata la solita canea.
Ma il silenzio ricopriva il sacrosanto motivo della protesta, ossia la lotta contro una legge che voleva permettere le modifiche alla Costituzione con delle semplici leggine a piacere di ogni governicchio.
Adesso è generale lo scandalo nei confronti dei grillini, che "aggrediscono" le sacre istituzioni.
Ma un silenzio tombale cerca di seppellire le sacrosante motivazioni e uno scandalo di proporzioni gigantesche.
Soltanto sul giornale di Travaglio si poteva leggere ieri "una delle più incommensurabili porcate mai viste nella porcellosa storia della politica italiana, un regalo di 7,5 miliardi alle banche private con i nostri soldi".
L'assurdità e lo scandalo appaiono ancora più evidenti constatando che il Sole24ore non ha mai pubblicato una riga su un problema centrale come la ricapitalizzazione della Banca d'Italia, che passa da qualche migliaio di euro a 8 miliardi.
Le modalità sono tali da far pensare che le autorità europee potrebbero persino rifiutare l'autorizzazione.
E per passare in silenzio tale legge, si è voluto ricattare parlamento e italiani tutti accoppiando insieme, contro ogni principio e regola, i provvedimenti su Imu e su Bankitalia.
Tutto quello che fa Grillo è poco.