Il mondiale di Barcellona non si è ancora concluso e io spero che questo sia il motivo per cui, sulla stampa, non abbiamo ancora letto ciò che sarebbe doveroso scrivere da parte di tutti i giornali.
Io voglio augurarmi che, da lunedì, potremo finalmente leggere i pensieri, le constatazioni, i commenti meditati e sinceri su ciò che abbiamo dovuto vedere e sopratutto sentire in questi giorni.
I nuotatori italinai hanno fatto schifo, tranne rare eccezioni, e questo non ci meraviglia e non ci scandalizza.
Ciò che mi ha lasciato prima perplesso e poi stupefatto è la serenità, prima, e la soddisfazione, poi, manifestata davanti ai microfoni da tutti questi signori, maschi e femmine.
Potrei capire, anzi apprezzerei, chi arrivasse ultimo ma si dichiarasse contento di aver battuto il suo precedente primato personale.
Ma a Barcellona abbiamo potuto soltanto vedere e sentire i nostri nuotatori che, magari battuti alle batterie, lontani dalle loro prestazioni precedenti, apparivano sorridenti e soddisfatti davanti alla nostra Elisabetta Caporali, per dirci di quanto fossero lieti di aver vissuta questa "esperienza".
Esperienza di che, coglioni che non siete altro ?
Il colmo poi con la grande big, l'unica inarrivabile Pellegrini.
Questa ragazzona, dalle inarrivabili potenzialità, si è allenata tutto l'anno per fare i 200dorso.
Ma prima dei 200dorso tutta l'italia si è bloccata per la grande suspence: farà o non farà anche i 200liberi ?
Li ha fatti, e bene, arrivando seconda.
E poi nei 200dorso, unico scopo di tutto l'allenamento di tutto l'anno, non è arrivata neppure a fare le finali.
E stamattina la sentivo dire che era proprio sfinita sfinita sfinita e le gambe non se le sentiva più.
Però, ah che bello, era proprio contenta , e, ah che bello, davvero, si era proprio divertita.
Ma che ci prendete prioprio tutti per il culo?
E la ragazza che, dopo una lotta davvero epica negli ultimi 800 metri, ha conquistato l'oro nei 25 chilometri, di lei mi ricordo che si chiama Martina, e che sicuramente per tutto il resto dell'anno non ne sentiremo mai più parlare.