Il terrorista supplisce alla mancanza di un giudice giusto e severo, fino a Dio.
Ovviamente sto parlando del “terrorista”, non di un qualsiasi idiota, pazzo, drogato o telecomandato che si fa saltare in aria ignaro di essere una pedina in mano a chissà chi (magari al Mossad?).
L'altro giorno un'altra orrenda strage in Siria.
La guerra “civile” in Siria, creata a freddo e cresciuta artificialmente per l'interesse di altre potenze ma sopratutto opera di Israele/Usa/Europa, è uno dei fatti che più mi indignano e ogni volta che ascolto e leggo dei nuovi massacri sono colpito inevitabilmente dal vuoto, dalla assenza di un tribunale superiore che dovrebbe mandare a morte i vari mandanti di queste stragi.
Dio, come superiore tribunale internazionale, non è neppure un fallimento, è soltanto una Assenza.
Dai genocidi spagnoli nelle Americhe centrali e del sud, allo schiavismo, all'Algeria e via dicendo.
Il terrorismo non è una Assenza, perchè c'è, ma è comunque un fallimento totale, da ieri a oggi.
Il terrorista che ammazzò l'Arciduca a Serajevo portò addirittura ai milioni di morti della guerra mondiale. I terroristi nostrani, poi, si dilettavano e si dilettano a sparare a qualche giornalista, a qualche giudice, addirittura agli esperti di diritto del lavoro.
Il “terrorista” vero, se anche purtroppo è destinato al fallimento nella sua opera di tentata giustizia, è comunque un individuo da rispettare e sempre ricordo la meraviglia e l'ammirazione che mi provocarono le considerazioni di Susan Sontag, straordinaria e quasi unica superstite del grande spirito ebraico, quando, dopo le Twin Towers, sostenne la superiorità del terrorista, disposto a offrire eroicamente la sua vita, di fronte alla vigliaccheria del pilota che dall'alto impunemente scarica tonnellate di bombe sul nemico o più spesso su innocenti.
Le Twin Towers.
Senza considerare i poveracci che ci morirono, senza sapere come si siano svolti veramente i fatti, senza pensare alle conseguenze volute o inconsapevoli o indesiderate, le Twin Towers restano il più grande spettacolo della mia vita.
Al punto che, irragionevolmente, io continuo a pensare che, chissà, non è mai successo, è stato uno straordinario gioco di prestidigitazione organizzato dalla Cia, e un giorno, cessato l'effetto della magia, le rivedremo all'improvviso lì.