Dalle foreste del Brasile potrebbe scatenare una tempesta a New York.
Ormai il concetto è entrato nell'immaginario collettivo.
Ma l'altro giorno mi è venuto in mente un notevole ampliamento di questo punto di vista.
Ricordo che tanti tanti anni fa leggevo un articolo sulla seconda guerra mondiale nel Pacifico.
Si ipotizzava che in una certa battaglia un “sì” giapponese fosse stato equivocato con un “no”.
Dicono che nella lingua cinese e giapponese la tonalità e l'inflessione abbiano grande importanza.
Io, che sempre sono stato affascinato dal suono e dalla creazione del suo significato, rimasi ancora più colpito in quella circostanza, al pensiero che una variazione infinitesimale di un'onda sonora potesse provocare un evento catastrofico come la vittoria o la sconfitta in una battaglia.
Ma recentemente ho allargato il concetto.
Mettiamo che nella “stanza dei bottoni” al tempo di Cuba fosse pervenuto erroneamente, nelle orecchie di chi aveva il dito sul bottone, il “sì” del Presidente, anzichè il “no”.
Quale differenza c'è, materialmente, nel movimento dell'aria che genera un ”sì” da quello che genera un “no”?
Applicando un apposito sensore, quali micron potrebbe riscontrare nello spostamento d'aria tra sì e no?
Questa differenza potrebbe portare quindi, magari, allo sterminio dell'uomo e all'avvelenamento radioattivo di tutta la Terra.
La domanda che mi sono posto è allora: è possibile che un fenomeno del genere possa avvenire a livello cosmico ?
Se magari l'equilibrio dell'universo è instabile....
Del resto, in relazione al protosincrotrone di Ginevra, qualcuno, magari senza neppure crederci, aveva però ipotizzato che l'esperimento avrebbe potuto dar luogo ad un fenomeno irreversibile di distruzione della materia.
Meditiamo, gente, meditiamo....