Non esistono, almeno in questi anni, due diverse Germanie, come invece sembra apparire dalla stampa e dalla TV.
La Germania cattiva, indicata e additata come il cancro d'Europa, non esiste, alla faccia dei giornalisti imbecilli ed ipocriti.
Sono andato a rileggermi ciò che scriveva quel rottame di Scalfari nel febbraio di quest'anno:"ma nessuno può dimenticare che la Germania è responsabile di due guerre mondiali e di un genocidio.....la crisi della Grecia farebbe additare la Germania per la quarta volta in un secolo come il nemico pubblico numero uno."
Altri giornalisti, altrettanto idioti, hanno continuato in questi mesi ad attaccare, insultare, dileggiare la povera Angela Merkel, che viceversa sta facendo del suo meglio per tenere buono il popolo tedesco, giustamente esasperato nei confronti dei meridionali mediterranei accattoni.
Nelle ultime settimane si cominciano a sentire per fortuna voci diverse.
Voglio riportare quella di Piero Ignazi, dalla Repubblica del 19 agosto:" Perchè averne paura? Rovesciamo la prospettiva: oggi la Germania può rappresentare quel vincolo esterno per consentirci di superare limiti e vizi nazionali...La Gemania ci serve oggi come riferimento virtuoso non tanto sul piano economico quanto su quello istituzionalke e della cultura politica. E anche sul piano etico..."