Ricordi lontani nel tempo, anno circa 1955.
Il nostro fattore, dopo aver venduto un taglio del bosco, venne a Roma e ci portò una miseria.
Allora andammo a Siena, all'albergo Tre Donzelle, e mia madre lo licenziò.
Il disgraziato quasi piangeva, e le disse "guardi signora glielo giuro dal prossimo mese le darò 30.000 lire al mese glielo giuro tutti i mesi glielo giuro signora sia buona".
Mia madre restò interdetta, poi si riprese e confermò il licenziamento.
Poi andammo a raccontare la storia e a portare i conti al rag. Sani, amico di famiglia, il quale diede un'occhiata e disse "Mi puzza, signora, ho paura che questi bilanci ci daranno delle sorprese".
E infatti così fu, e oltre al taglio del bosco il fattore ladro si era fregato altri soldi e ci aveva pure lasciato dei debiti.
Negli anni seguenti abbiamo ripensato spesso alla cosa e ogni volta ci si accapponava la pelle al pensiero che ci si stava quasi per credere, alla svolta improvvisa, a quelle 30.000 lire al mese.
Enrico Letta non è un ladro, ma il suo nuovissimo ultimissimo straordinarissimo piano, generato all'improvviso dopo un anno di sonno, mi ha fatto subito tornare a mente quel pomeriggio alle Tre Donzelle.