" la magistratura e' la piu' grande minaccia allo Stato italiano ".
La dichiarazione di D'Alema all'ambasciatore Usa dovrebbe essere considerata di una gravità inaudita, assoluta e sconvolgente.
Ma sconvolgente è il fatto che sia andato a dirlo all'ambasciatore americano, non certo il fatto che il sottile Baffino la pensi così.
In questo disastrato paese, al termine della cosidetta Prima Repubblica, tolto di mezzo con minacce e ricatti l'ingenuo e tremebondo Mario Segni, c'erano 2 figuri pronti ad approfittare della ghiotta occasione: Berlusconi e D'Alema.
E nacque l'orrendo inciucio.
In qualsiasi Paese democratico ed evoluto sarebbe apparsa ovvia la non eleggibilità di un pregiudicato plurimiliardario come Berlusconi, impelagato in una serie di gravissimi processi e padrone di televisioni/giornali/banche e assicurazioni.
Ma il furbissimo sottilissimo Baffino, di fronte alla quasi certezza di una vittoria elettorale del centrodestra, fece in modo che venisse spianata la strada al grande Mafioso.
Pensava, il furbissimo Massimo, che i gravissimi handicap di Silvio ne avrebbero provocato la caduta in tempi brevi e, allora, ecco che la grande occasione si sarebbe presentata a lui.
E così Baffino rovinò l'Italia, per i suoi interessi di bottega.
Perchè Berlusconi si è dimostrato più forte e capace del previsto, e sopratutto perchè il popolo italiano, nella sua maggioranza, si è dimostrato più stupido, più insulso, più cafone, più privo di dignità, più......e peggio di quanto ogni persona normale avrebbe potuto immaginarsi.
Perchè la "normalità" del cittadino medio, purtroppo, è precipitata a livelli talmente bassi e spregevoli da sovvertire ogni previsione.
E anche in altre occasioni, durante questi anni, i Maligno Baffino ha dimostrato e confermato di che pasta è fatto.
Uomini così sono una sciagura per qualsiasi Paese.