Perchè c'è differenza tra morire di morte naturale ed essere assassinato.
Dopo una vita lunghissima, ricca e felice Monicelli ha dovuto rinunciare al sacrosanto diritto di una buona morte ed è stato costretto ad una fine sanguinosa, indecente e raccapricciante.
Nella stucchevole odiosa e ipocrita contrapposizione tra i cosidetti pro-vita e pro-morte, sono in realtà i primi a svolgere il ruolo di aguzzini e carnefici.
Nella vita è già compresa la morte e come ogni uomo ha il diritto naturale di cercare una vita soddisfacente, così ha anche il diritto naturale di cercare una morte dignitosa e senza sofferenze.
Diritto naturale, indecentemente e sadicamente violato dai preti e da tutti coloro che al loro insegnamento si ispirano.
Alla ripugnanza morale verso questi sopraffattori, si accompagna la ripugnanza intellettuale verso i loro sragionamenti .
Se essi attribuiscono al loro Dio il diritto assoluto e unico di decidere il momento e le modalità della morte, non si comprende perchè tale principio non venga imposto anche durante la vita.
Non si capisce perchè, se nato povero, io abbia invece il diritto di cercare la ricchezza.
Non si capisce perchè, se malato di cancro, io abbia invece il diritto, addirittura dovere, di cercare di prolungare al massimo la durata della mia vita.
Mi sembra molto più logico pensare che, se Dio mi impone una malattia grave e magari inguaribile, io dovrei accettare questa decisione e ogni tentativo di prolungare al massimo la vita dovrebbe apparire una resistenza al volere divino.
Ma in sostanza questi sragionamenti lasciano il tempo che trovano, di fronte al problema concreto.
Ognuno ha, anzi dovrebbe avere, il diritto di pensare in prima persona.
Lo scandalo, e il crimine, è che vi sono persone, che purtroppo hanno in mano il potere, le quali affermano il loro diritto assoluto di imporre a tutti gli altri il loro pensiero o le loro superstizioni.
Dio li maledica !